mercoledì 7 maggio 2014

Pensavo fosse un post sponsorizzato invece era un calesse



Ogni volta che leggo post sponsorizzati su blog a cui sono affezionata provo sensazioni miste, come se un amico cercasse di vendermi qualcosa. E però sarebbe assurdo pretendere che non si faccia mai, tanto più che a volte vengono fuori cose anche carine.
Non mi sono mai fatta domande su me e i post retribuiti, semplicemente perché la relazione era inesistente e confidavo fosse destinata a rimanere tale. Mi è sempre parso assolutamente evidente che questo blog non avesse alcuna velleità, possibilità né interesse commerciale, per cui quando un tale gentile Filippo mi ha contattata per una piccola collaborazione promozionale sono rimasta abbastanza sorpresa. E non era nemmeno uno di quei diffusissimi geni del marketing che ti propongono collaborazioni gratis come se scrivere di loro fosse quasi un favore. No, l'offerta era precisa, circoscritta e onestamente retribuita.

Il mio primo pensiero è stato: non mi interessa. 
Già ho poco tempo per scrivere, figurati farlo a comando. La cifra non è certo di quelle che non puoi rifiutare. E poi sono la prima che quando incappa in post sponsorizzati tutto sommato si annoia.
Già sono finita a far la casalinga (senza neppure alcolizzarmi) completa di mummy-blog nel fondo del cliché più stereotipato, se mi metto pure a promuovere robe per la casa quella poca dignità che ho non basterà più.
Poi però ci ho ripensato.
Per arrivare al mio minuscolo blog Filippo deve aver spulciato il web con una certa determinazione: sospetto sia un neo-assunto. Non si dice no a uno che sta facendo bene il suo lavoro e ha pure l'aria di farlo da poco (poi magari è il capo dei capi, pace si farà due risate.)
Non mi fa un'offerta commerciale da capogiro, ma son pur sempre soldi. Pochi, maledetti e subito dicevano in quel film. Che si possono sempre spendere bene. 
E lavastoviglie, lavatrice, luce elettrica e ogni singolo comodo pulsante in casa mia, stanno lì ogni giorno a ricordarmi quei posti del mondo, che -lo sappiamo bene- sono ancora tanti, dove un interruttore per la luce elettrica è quasi fantascienza, i tubi per l'acqua non abbondano e l'analfabetismo imperante non aiuta a risolvere le cose.
E allora quei soldi che mi offre Filippo li prendo avrei presi volentieri, ma li faccio avrei fatti versare a loro che conosco personalmente e hanno un progetto bellissimo in Burkina Faso. 
Se poi qualcun'altra di voi riceve avesse ricevuto una mail da Filippo e ha avesse avuto voglia di farmi compagnia, quei soldi maledetti e subito potrebbero sarebbero potuti diventare un filino meno pochi. E saranno sarebbero senza dubbio stati spesi bene.

Invece Filippo questo mio post non ha potuto accettarlo, la policy aziendale non prevede che si espliciti l'ovvietà che un post con un link a un sito di cose di cui qui non parlo mai fosse retribuito. 
Il marketing ha ragioni che Why non può (e non vuole) capire e se non posso dire a chi mi legge perché all'improvviso mi metto a parlare di prodotti per la casa devo, a malincuore, lasciar perdere.


16 commenti:

  1. Casomai io mi fossi dimenticata perchè tu mi piaci incredibilmente......
    un abbraccio mia bella why

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    1. Un abbraccio a te mia bella squa, e grazie come sempre.

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  2. w why, la giovanna d'arco delle mommyblogger!

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    1. Paladina delle cause perse...altro che... :-)

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  3. Che bella che sei...non ti leggevo da un po' e mi sei proprio mancata!

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    1. Ma anch'io mancavo dal tuo blog da un po', grosso errore! Grazie di essere ripassata a rinfrescarmi la memoria.

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  4. Cioè fammi capire che sono un po' lenta, non voleva tu mettessi "post sponsorizzato?"

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    1. diciamo che io ho tirato un po' la corda, perché il post che ho scritto per loro era proprio questo, con le parole che ora sono cancellate e un link al loro sito che ovviamente qui manca... capisco pure che fosse una cosa un po' estrema per un ufficio marketing.
      peccato, perché secondo me avrebbe fatto buon gioco a tutti.
      però no, l'idea era che io simulassi di aver preso un colpo in testa e mi mettessi all'improvviso a parlare genericamente di prodotti per la casa senza specificare che prendevo dei soldi e cosa volevo farne. non credo assolutamente che sia una cosa sbagliata in sé e non giudico chi lo fa, ma io gnaafaccio. :-)

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  5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    1. Io ti stimo molto per la scelta. Non amo affatto i post sponsorizzati all'interno di un blog, mi fa pensare che chi scrive lo fa per essere letta e non per se, che in parte può essere anche vero, ma per alcune blogger molto "sincere nella scrittura" ci rimango male...

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  6. e invece Why ha ragioni che Shaula capisce eccome. ed è anche per questo che Why piace a Shaula sempre più.

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  7. I post sponsorizzati non mi piacciono molto... trovo che pochi ne facciano di ben scritti.
    Ho letto le riflessioni su questo tema di ReteLab e della Spora, e credo che le aziende non hanno ancora capito come dovrebbe funzionare la sponsorizzazione.

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  8. Ciao! Quando ho tempo vengo a leggerti e mi piace trovare i tuoi nuovi post! Questo mi ha colpito, credo tu abbia avuto un'ottima idea e peccato loro non l'abbiano accettata. Anche io ho sentimenti contrastanti quando trovo post sponsorizzati nei quali la blogger inizia a parlare di punto in bianco di cose di casa o computer o altro..boh! mi sono sempre sentita un po' presa in giro e piano piano ho abbandonato la lettura!
    Continua cosi', e' un piacere leggerti!

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  9. Oggi Festa della Mamma auguri a Why e a tutte le mamme Innamorate di questo BLOG......!!! compreso me.....eehhh
    Filly....

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  10. Bhè... mi aggiungo alle altre e ti faccio un applauso... ;-)
    So che hai poco tempo per scrivere ma sono qui anche per dirti che ti ho booknominata... non sentirti assolutamente obbligata... sono stata coinvolta in questo giochino che gira in rete... se ti va... altrimenti come non detto.

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