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martedì 9 luglio 2013

Morire (come) si deve

Quella morte che ci tiene tutti sotto scacco ha occhieggiato da sempre, beffarda, dietro i miei sorrisi più solari; l'abisso mi ha accompagnata con una certa disinvoltura e molta costanza, spazio vuoto ritagliato nel profilo di merletti immacolati elegantemente elaborati. Fin da bambina, l'ho sentito soffiare le sue minacce impetuose, e che un giorno sarei passata a miglior vita è stato chiaro e limpido fin troppo presto.
E' solo da poco però che mi ci sono riconciliata in modo nuovo, persino dolce.

Entrambi i miei figli sono nati mentre un grande vecchio di famiglia se ne andava.
Hanno messo in scena in modo preciso quel che sappiamo e spesso dimentichiamo: la vita scorre, con la sua meravigliosa ineluttabilità, e il rinnovamento passa sempre per l'eliminazione.

lunedì 14 maggio 2012

Come si dice bis-nonni in inglese?


"Ma che bella zona, com'è tranquilla, che bella casa. Ho visto che c'è anche una chiesa qui vicino."
"Ma quanto verde che avete intorno, che begli alberi che vedete dalla finestra... Con tutto quel bel verde qui, chissà quante foglie da raccogliere in autunno."
"Guarda che qui puliscono, non come da noi."
"Qui è pulito perché non sporcano non perché puliscono di più."
"Questo ristorante ha gli stessi dipendenti della nostra stamperia."
"Come hai detto che si chiama? Oliver Jamie o Jamie Oliver?"
"Non si mangia mica male in Inghilterra"
"Ma quanta gente...che bella cupola, dev'essere una chiesa quella."
"Ehm..nonna è il negozio della Apple..."
"Apple vuol dire mela vero? Ma sarà mica un negozio di frutta così grande."
"Computer Teresa! La rovina della gioventù è internet, te lo dico io."
"Eh ma qui anche i negozi di frutta sono grandi..."
"Ti sei scelto una bella moglie, bravo! La mia quando l'ho conosciuta m'è parso d'aver visto il sole. L'era bela eh! L'era minga come adesso..."
"A che ora abbiamo l'aereo?"
"Alle 6.30"
"Sì ma ora inglese o ora italiana?"

Abbiamo insistito e insistito ancora. Tra un piede dolente, la paura di volare e una voglia pazzesca di partire lo stesso, alla fine sono arrivati.
Negli unici due giorni di sole londinese delle ultime settimane sono state avvistate nei punti nevralgici della città, rigorosamente a bordo di un bus turistico, 4 generazioni dall'aria beata.
La guida, una bionda quattrenne, ignara della fortuna di avere una foto davanti alla scuola con nonni e bisnonni, giura di averli visti andare via tenendosi per mano.


lunedì 23 aprile 2012

Io sorprendo, tu sorprendi, lei si sorprende




Tra le tante imprese femminile che gli uomini sottovalutano (se mai le valutano), organizzare la spesa settimanale in modo da avere il frigo pieno (di cose commestibili e non scadute!), seppur valorosa non è la più sfidante. Mantenere il livello del cesto della biancheria al di sotto di quello del mare poi, benché ammirevole e certo degna di essere cantata, neppure. E non pensateci proprio ai cinque giorni in cui lo sforzo di risparmiare la vita a chiunque ci capiti a tiro richiede la concentrazione di un ninja. Normale amministrazione. Una e una sola è l'impresa che fa di alcune di noi eroine degne di una saga fantascientifica: intrattenere i nostri figli nei giorni di pioggia. Che si susseguono senza tregua. Quando la scuola è chiusa.
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