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martedì 27 novembre 2012

Il conte

G. Zais, Cavaliere con figure in un paesaggio con rovine, ca. 1760
Qui ogni tanto si inventariano fantasmi. Fa piacere notare che ultimamente lo si è fatto molto meno; cosa che comunque dovrebbe forse mettermi in allarme, come disse una volta la mia adorata bambina filosofica "sono molto angosciata...sto perdendo...molte mie nevrosi!"
E quindi perché privarsi del piacere di affrontare il caro fantasma ereditario, quello che infesta la mia famiglia da due generazioni e che ho motivo di credere sia in fondo il padre di tutti gli altri fantasmini petulanti che ogni tanto mi fischiano intorno? Guardiamolo un po' in faccia, soprattutto considerato che l'arrivo del Natale tende a innervosirlo. Arriva sempre al seguito di mio padre, il quale, pur avendo avuto in sorte un'anima analitica e alquanto autorevole, non è mai riuscito a scacciarlo una volta per tutte. Il Conte, in sé e per sé, non sarebbe molto più del prototipo dei tanti uomini stronzi che tutte noi abbiamo incontrato almeno una volta sul nostro cammino: bello da far paura, egoista come pochi e munito di quell'ascendente irresistibile che su alcune cretine donne possono esercitare i nobili natali. Uno di quelli che alla nascita dovrebbero insegnarti ad evitare come la peste.

mercoledì 3 ottobre 2012

La me ventenne

Google image
Mi guardava attonita sabato scorso dissertare con altri amici espatriati di case e scuole. Credo osservasse con aria critica i miei orecchini e certo avrebbe voluto intervenire urlando che no, lei seduta su quel divano a pensare all'affitto e alle rette delle scuole private non ci sarebbe finita. Ma in fondo un po' si compiaceva di essere capace di tanto pragmatismo.
Si presenta molto spesso quando sono da sola con O: le piace vedere quelle piccole mani raccogliere sogni che furono più ambiziosi ma meno teneri.
La me ventenne lascia i vestiti in disordine accanto al letto, con buona pace di quell'ordinato che si è sposata. Ma detesta il caos, almeno in quei punti cruciali per la sua salute mentale. E' sempre stata così: generico disordine con inspiegabili aree immacolate. Credeva bastasse l'età per migliorare e farsi più coerente. Mi guarda dal fondo della sala e si rassegna a doversi ricredere.

mercoledì 20 giugno 2012

I cattivi non vincono mai


Cadono tutti giù nel buco. Spesso e volentieri subito dopo essere stati perdonati e graziati dall'eroe buono, mentre stanno per colpirlo alle spalle. "I cattivi non vincono mai" mi ripeteva mio padre, fornendo alle mie inquietudini un appiglio che ho cullato finché ho potuto. Cosa poi gli sia venuto in mente di scoperchiare l'abisso sul male prima dei miei 10 anni rimane un mistero, ma quella certezza de "I cattivi non vincono mai" è rimasta annidata con ostinazione nelle retrovie delle mie ansie.
Oggi la rivendo a Olivia, conscia del limite sottile che questa frase condivide con una grossa balla, eppure certa dentro di me che sia l'unica formula possibile.

giovedì 14 giugno 2012

Dal blog nevrotico al mummy-blog



Quel sonno era proprio QUEL sonno... E non importa che nel mondo qui fuori a saperlo siano solo i nonni, da qualche parte questa notizia la devo urlare.
A febbraio, in un giorno variabile tra i compleanni del suo papà e della sua sorella grande, è attesa una nuova bestiolina.

venerdì 27 gennaio 2012


Ho scritto del fantasma Levi quando ne ho avuto il tempo e l'energia, senza nemmeno rendermi conto che mancavano due giorni al Giorno della Memoria. Spero non si sia risentito. In fondo sta con me da tempo immemore quasi quotidianamente, e come un marito potrebbe scocciarsi di essere celebrato solo a San Valentino.
Il ruolo di Levi nel mio abisso personale è sempre stato alquanto sfaccettato, ma c'è una parte di lui che oggi è particolarmente viva.

mercoledì 25 gennaio 2012

Sympathy for the Devil

Avevo pochi anni quando sotto al mondo magico e splendido che i miei genitori avevano costruito per me ho iniziato a sospettare si aprisse un vuoto inevitabile, e mio padre, reso forse ingenuo ed ottimista da una familiarità con l'abisso ormai radicata, ha ritenuto opportuno e preferibile scoperchiarlo per me.
Ha creduto bastasse la forza di un amore incontrastato, unita a sicurezze che forse sperava meno fragili, per equipaggiarmi contro la vertigine che il male del mondo può provocare. Non so quale sia l'età giusta per un viaggio della memoria in un campo di sterminio, ma ho motivo di credere che non sia a 8 anni.

martedì 24 gennaio 2012

Ci mancava solo lui


Dopo essermi beata e bullata di un bell'atterraggio morbido, oggi, ancorché morbidamente, ricomincio a fare i conti con un pò di piani e di fantasmi. Sperando almeno di riuscire a distinguere i primi dai secondi...
C'è una presenza in particolare che non posso più ignorare e che mi ha sorpreso molto trovarmi intorno: il famigerato, tanto richiesto, fratellino. La cosa che meno pensavo di prendere in considerazione fino a pochi mesi fa e che invece con sbalorditiva ostinazione si è fatto strada fino a me.

venerdì 20 gennaio 2012

Di barche, di noci e di piani da rifare

©sinfonina.blogspot.com
E' arrivata: la notizia che aspettavo e non volevo ha preso la forma beffarda di una busta leggera, non della mail che ossessivamente scaricavo sull'iPhone. Il mio piano non ha funzionato e dopo aver speso più di 6 mesi a vogare con determinazione credendo di vedere la meta mi ritrovo tale e quale sulla mia piccola noce in mezzo allo stesso sterminato blu. Di notte, direi anche.

martedì 17 gennaio 2012

La-bella-farmacista

Delle molte voci che abitano il mio abisso, una mi è particolarmente cara. 
Malinconica ma energica, forse piegata dalla vita non ha perso però il suo sguardo penetrante. Labellafarmacista ha lottato con violenza e, compiuti 100 anni, si è spenta con onore, lasciando dietro di sé una scia di ruoli e aspirazioni con cui ora sono io che faccio i conti.
Che fosse bella non c'è dubbio. Di una bellezza prospera e forse un po' sfrontata: poteva permetterselo data la classe. Fotografie scolorite la ritraggono sportiva come un uomo, in un'epoca in cui il ruolo della donna non prevedeva spesso sci ai piedi né troppi libri tra le mani. 

giovedì 17 marzo 2011

La famiglia-ragno


Perfettamente consapevole che di quello che sogno potrebbero tutti serenamente infischiarsi, vorrei ci fosse qualcuno con cui condividere il sogno dell'altra notte. A parte la mia analista che con la solita precisa puntualità ha già individuato i punti salienti.
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