"No, io proprio non ho mai allattato. Ho preferito il biberon fin da subito, non volevo che dipendesse sempre e solo da me." Così la mia amica tedesca, campionessa del rendersi la vita facile e comoda. Della serie perchè prendere la metro quando puoi fermare un taxi? E non è una battuta.
"Io adoravo allattare, tutto il tempo che voleva, quando voleva.. non ho mai contato i pasti e per me è stata la cosa più bella del mondo. Un po' mi è spiaciuto quando ho smesso." E la bimba aveva due anni compiuti. Così una cara amica italiana, che un po' invidio per la sua capacità di godere tanta intimità esclusiva senza considerarla un peso.
Come sempre, ognuna di noi mette in scena una maternità diversa. Che non si può né condannare né preferire: come certi vestiti, stanno bene ad alcune e non ad altre. Tutto sta a saper scegliere cosa sta bene a noi insieme ai nostri bambini.
A me è piaciuto allattare, con quella voluttà di dolcezza un po' animale che è vedere il piccolino nutrirsi da te, di te. Ho passato il
balzo di crescita dei 3 mesi con un certo senso di conquista, che chiudere i battenti così presto mi sarebbe dispiaciuto. Mi sono goduta ogni momento di quella testolina pelata contro il petto e quegli occhioni grandi a guardarmi; ogni volta felici e sorpresi di ritrovarmi lì sopra. E certo, come ogni fase della loro vita che si chiude, pensare che fosse arrivato il momento mi lasciava un certo amaro in bocca. Poi un giorno c'è stato un click. Il click delle sue nanne sempre più corte, dei pasti che erano tornati ad essere 8 a 4 mesi compiuti, degli orari non più troppo prevedibili che mi sembravano complicare l'esistenza molto più a lui che non a me. Ho avuto la percezione, sottile e molto chiara, che semplicemente avrebbe preferito dormire, in molti di quei momenti, piuttosto che svegliarsi per mangiare, appisolarsi ancora finendo col non fare bene né l'una cosa né l'altra.