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lunedì 23 marzo 2015

Nuovi spazi alle idee

www.partopositivo.blogspot.com

Potrebbe sembrare che non abbia più niente da dire, me ne rendo conto. E invece ho solo aperto una parentesi altrove, dove (provare a) dire ancora meglio. Almeno di quei temi non troppo personali che mi stanno appassionando sempre di più: come gli esseri umani minuscoli quando incontrano le loro mamme la prima volta.
Quindi se non mi trovate da queste parti per un po'... venite a ripescarmi qui:


E su Facebook.

Vi aspetto.

giovedì 11 dicembre 2014

Cammelli brontoloni nel presepe


Non so quanto sia vita vera e quanto polemica sterile dei giornali, ma almeno ha il merito di farmi tornare voglia di scrivere.
Sono due mesi che ho la testa piena di idee mentre alle giornate manca il tempo di scriverle. Si accumulano e aggrovigliano che più che un post avrei bisogno un libro per metterle in ordine. Il mio nuovo progetto (like my Facebook page please!) mi sta assorbendo, e con lui un corso sul benessere emotivo dei bambini in un centro di studi immenso sulla salute mentale dove vorrei studiare tutto. Mixati insieme nella mia testa creano una reazione piuttosto esplosiva che solo andare a correre e iperossigenare il cervello sembra in grado di sedare parzialmente. Il tutto a scapito di questo mio spazio, purtroppo.
Ma il presepe, dicevo.

giovedì 25 settembre 2014

Lo chiamano gentle-parenting. E' una fatica clamorosa, ma funziona.


Casa nostra. Stamattina a colazione.
Lui goffo come ogni bimbo di 20 mesi rovescia un bicchiere.
Olivia: "Tommy hai fatto un bel disastro! Va beh, questa non è una casa in cui si urla se qualcuno fa un errore. Prendi questo pezzo di scottex e aiutami a pulire. Guarda, si fa così."

mercoledì 17 settembre 2014

Dov'ero e dove sono.




E' l'estate che mi frega ogni volta. Mi travolge con i suoi tempi lunghi, i figli intorno tutto il tempo, i ritorni in Italia e relative valigie eternamente da smistare. Il mio blog e il mio spazio mentale -che poi si sovrappongono assai- sono animaletti insoliti: in letargo ci vanno d'estate.
Ma questa volta è stato un letargo superficiale e apparente. In realtà stavo prendendo fiato e la rincorsa.
Ed è già arrivato, anzi quasi passato, anche settembre, che si sa arriva sempre a tradimento. Tanto per cominciare si apre subito col mio compleanno, così tanto per chiarire che il tempo incalza; poi mi centrifuga nell'inizio della scuola senza che l'Inghilterra conceda neppure il rito di passaggio. Sì, anche quest'anno la prima elementare mi manca, potrei riscriverlo tale e quale quel post. Il vero grande capodanno per tutte noi, il mese di tutti i veri inizi.
E qest'anno inizio qualcosa davvero. L'avevo accennato, stavo imparando qualcosa che mi appassiona. Ora mi butto. Quel corso che seguivo per imparare ad insegnare tecniche per partorire in modo calmo e consapevole è finito: ora vediamo se trovo qualcuno che abbia voglia di impararle e soprattutto si fidi di me.
Sono online da poco pochissimo, ho trascurato il blog per un sito: www.hypnobirthingnw3.com ...vediamo che succede.
Intanto mi godo la bella sensazione di avere imparato molto e avere voglia di e piani per imparare ancora. Mi godo questo lieve principio di autunno, incerto come tutti i suoi predecessori ma questa volta così carico di fiducia e pienezza.
Ho la testa piena di idee che scalpitano per essere discusse e condivise. Con ordine e con calma...


giovedì 3 luglio 2014

Sono due ma mi sembrano tanti, son caduti e non crescono più

Se reagisco così alla dipartita dei denti da latte c'è da farsi domande serie e preoccupate su come reagirò alla comparsa del ciclo.
Ho capito perché nel libro di Peter Pan, su cui vi ho già ammorbato, di lui si ripete in più punti che ha ancora i suoi denti da latte. Non è un dettaglio da poco. Quei dentini, tondi e lievi come l'infanzia, danno a tutta la faccia la rotonda leggerezza di quel tempo. Quando cadono cambia tutto, e quando ricrescono ancora di più. Non me ne ero mai resa conto finché l'altro giorno a Olivia sono caduti entrambi quelli sopra.
E ora c'è quel buco nel mezzo: questo vuoto che si riempie poco a poco. La prima infanzia alle spalle, tutto quel che seguirà deve ancora prendere le misure per farsi avanti.
Olivia mi ha regalato qualche giorno di pura pre-adolescenza, che visti i 6 anni mi inquieta assai in previsione dei tempi a venire. E' stato come se lei stessa avesse accusato il colpo di un passaggio necessario, emozionante eppure proprio per queste caratteristiche spaventoso. Qualche giorno di piccole regressioni, come a voler ricordare a noi quanto a se stessa che sì, qui si sta crescendo, ma non aspettiamoci mica che avvenga di colpo.
C'è qualcosa di simbolico e potentissimo in quel buchetto in mezzo alla faccia, quel gradino incongruo che inizia a dare alle loro bellezze il carattere e le imperfezioni delle bellezze adulte. E loro, i nostri figli, seduti lì con le gambe a penzoloni su quel buco, lo sanno che è una soglia di passaggio, un buchino che sarà sempre più grande. 

venerdì 13 giugno 2014

Parto da qui. Oltre i bimbi nascono le idee.


Al primo sono arrivata ingenuamente preparata e l'ho sfangata. Con l'entusiasmo della novellina e il supporto biologico di un corpo under 30. Un'infarinata di yoga, tanta fiducia basata sul nulla, il fermo rifiuto di avere un ago nella schiena (perché sono una pavida, non certo per certezze ideologiche) e, con ogni probabilità, una gran botta di culo. "Possiamo rifarlo" ho detto a un marito che ancora si stava riprendendo dallo shock.
Al secondo, 5 anni dopo, sono arrivata corazzata. Terrorizzata dalla fama della sanità inglese mi sono presentata in ospedale fermamente convinta che più facevo da sola maggiori erano le possibilità di cavarmela. E questa è stata una benedizione perché in effetti da soli ci hanno lasciati un bel po'.
Come ho già detto altrove, essere fortunate è essenziale. Ma essere preparate lo è di più.
Sono sempre stata un filino accentratrice, inutile negarlo. Precocemente sicura che le cose a volerle vedere fatte bene sia il caso di farsele da soli: questo lato di me non ha mai contribuito granché a rendermi simpatica, e però si è fatto perdonare tutto alla nascita di entrambi i miei figli.
E' stato questo loro arrivare dal nulla della mia pancia a farmi mettere in discussione radicale me stessa. Ero io qui ad accoglierli. Poteva andargli peggio, ok, ma francamente anche parecchio meglio. Una più sicura, o che almeno sapesse da che parte girarsi, non sarebbe stato difficile trovarla.
Preparata non lo ero e lo avrebbero scoperto presto. Avrebbero forse apprezzato trovare molta buona volontà e parecchia fiducia. E il primo pezzo di strada insieme lo avremmo fatto nel canale dentro di me.

mercoledì 21 maggio 2014

Un'invidiabile collezione di piani B



Elaborare progetti mi viene alquanto bene. E anche a vederli sfracassare contro il muro non me la cavo mica tanto male.
Se elaborare piani B fosse una competenza vendibile sarei milionaria. 

sabato 26 aprile 2014

Peter Pan. Che poi non è mica un libro per bambini.














A casa mi prendono in giro, e ne hanno ben donde. Il sabato sera ci facciamo pizza e film, e quando tocca a Peter Pan, il che capita ossessivamente spesso perché ai bambini si sa piace ripetere, io mi commuovo ogni volta. Ogni singola volta. Mi entra sempre dentro quel sorriso sospirato con cui il padre chiude il film: "Che strano, ho l'impressione di averlo visto anch'io quel vascello...tanto tempo fa...quando ero bambino." Mi fa pensare al mio papà, di cui persino Olivia un giorno mi ha detto che dentro era ancora bambino. (Testualmente: "Siamo stati tutti bambini ma poi crescendo molti se lo dimenticano." "Molti mamma, ma non il nonno Guido.")
Tra i film Disney resta senz'altro uno dei miei preferiti, ha sacrificato meno poesia di altri lungometraggi alle necessità del grande schermo.
L'originale però è un piccolo capolavoro di delicatezza terribile, molto più stratificata della vulgata Disney, e mi spiace averlo scoperto solo ora.

martedì 15 aprile 2014

Lo scocciante fatto che tutti dobbiamo morire (spiegato a mia figlia!?) pt. 3

da Andy Riley, "Il libro dei coniglietti suicidi", Mondadori

Dopo aver elaborato a 4 anni l'idea della reincarnazione e quella dell'anima Olivia ha aggiunto un nuovo tassello alle sue nostre certezze.
"Mamma io lo so dove sono le persone che sono morte."
A sì...? E me lo annunci così, in cucina mentre affetto zucchine?
"Sono in un posto dove sono felici della vita che hanno avuto. Per essere morto devi aver vissuto, no?"
Zaaac, archiviati così con un colpo di spugna ogni nichilismo e ogni angoscia esistenziale.
Muori solo se hai vissuto. Se sei morto è perché hai vissuto, quindi non lamentarti.
C'è da imparare.


martedì 1 aprile 2014

Ingombranti come genitori




Spostarsi di lato, quando il figlio è settato sul mood "provoca l'avversario finchè non vedi uscire fumo dalle orecchie", è l'unica cosa che funziona e quella più difficile. Siccome di fumo dalle orecchie qui, in passato, ne è uscito parecchio, so di cosa parlo.
Siamo presenze ingombranti, ammettiamolo. Alti almeno il doppio di loro, deteniamo il potere assoluto su ogni cosa si faccia, si mangi, si veda e si compri in casa. Facciamo cose ai loro occhi inspiegabili e parliamo lingue complesse senza nemmeno la garanzia di articolare cose sempre del tutto coerenti. Diciamo parole che a loro è vietato ripetere.  Siamo strati e strati di azioni e pensieri che ci portiamo addosso senza nemmeno saperlo più e di cui loro invece percepiscono con chiarezza la confusione senza saperne dare conto. Dobbiamo essere abbastanza spaventosi.
A pensarci bene, hanno anche le loro ragioni a cercare di farci sbroccare. Credo sia lo stesso principio per cui da più piccoli prendono un gioco e lo sbattono con forza sul pavimento fino a spaccarlo in due: vediamo cosa c'è dentro. Solo che ora a dover essere sezionate sono la testa e l'anima della mamma.

mercoledì 26 marzo 2014

Un animale con la B? Bambi!

Ultimamente qui è tutto un disegnare alberi: occupano tutto il foglio, hanno radici calcate e profonde, rami che si stendono verso il cielo e chiome folte, tonde e verdissime. C'è tutta la mia bimba lì dentro,  con quell'equilibrio e entusiasmo per la vita che l'adolescenza, lo so, metterà a dura prova e però oggi è uno spettacolo immenso.
Lei è un individuo centrato. Ama quello che fa e le persone con cui lo fa. Adora la scuola e persino suo fratello. Sta lì, come un alberello in mezzo a quel foglio che occupa in ogni direzione: radicata e proiettata al futuro. Con un ottimismo e una fiducia inattesi per chi mostri di averne afferrato pure troppo, come si vide già altrove e ancora
I pensieri glieli vedo ancora scorrere sottopelle, senza quei filtri che, impacciata come ogni madre la costringerò a creare. Li vedo sfrecciare avanti e indietro tra la vita e la morte come se fossero i binari su cui scorre ogni gioco. Senza che la sua fiducia traballi, me li propone con parole inaspettate nelle situazioni più impreviste.
E' nella vasca da bagno con l'acqua che le cola sulla faccia che mi dice di aver scritto una poesia:
"Lacrime del tempo
lacrime del tempo
cosa sei?
Sei un mondo di allegria
tutti son contenti grazie a te
è il tempo che passa
e noi siamo contenti
Lacrime del tempo"
E' in cucina che mi aiuta a preparare la tavola che si premura di informarmi delle sue certezze:
"Mamma io so che i morti sono in un posto dove sono felici per la vita che hanno avuto. Per essere morto devi aver vissuto, no?"
Mi informa anche di avere deciso: quando io morirò lei si ucciderà. Ecco, benché toccata da tanta abnegazione, ho dirottato cortesemente l'offerta ricordandole che nel frattempo ci saranno i suoi amori e i suoi amici, magari anche i suoi bambini, certo qualcosa o speriamo anche qualcuno per cui valga la pena rimanere.

C'è stato qualcosa di fondamentale per lei nel vedere un fratello arrivare dal nulla: una presa di coscienza serena quanto lucida dell'inizio e della fine di tutti noi.
I bambini sono esseri perfetti, si dice, siamo noi che poi li roviniamo.
Mi sa che è vero.

martedì 19 novembre 2013

Come fu che diventai una casalinga (senza nemmeno alcolizzarmi)


Il confronto mamme a casa/mamme che lavorano sul cancello di scuola mi fa sempre pensare alla lotta femminile nel fango: si sfidano a colpi di vite e manicures dalla perfezione sospetta, guardandosi a vicenda con dissimulata sfida e malcelato senso di superiorità. Come se a lottare nel fango fossero solo le altre.
Si compatiscono a vicenda: le une dolenti per quei poveri bambini che non hanno mai la mamma a casa, le altre per quei poveri bambini che ce l'hanno sempre intorno.
Quelle che non lavorano fanno le rappresentanti di classe con piglio manageriale inondando di email e organizzando coffee mornings, che credo siano ormai una tortura in uso a Guantanamo.
Quelle che lavorano rispondono ad un'unica mail in tutto l'anno. Generalmente la più inutile, ma non lo sanno perché le altre non le hanno mai lette.
Entrambe fanno una fatica bestiale a tenere insieme i pezzi di una vita che comunque è per tutte inevitabilmente di corsa, che sia per prendere la metro o sul tappetino della palestra in fondo è irrilevante.
Io sto nel mezzo: rifiutandomi di sentirmi davvero una mamma a casa, ma obiettivamente del tutto sprovvista di una prospettiva realistica di lavoro a breve termine e, stranamente e a sorpresa, della voglia di trovarmelo.

mercoledì 6 novembre 2013

Misterioso come un figlio bilingue

Non si cresce in un luogo, si cresce in una lingua (cit); si diventa gli adulti che saremo poco a poco, grazie al lavoro silenzioso e inafferrabile di sfumature e intonazioni. Mentre impariamo a parlare impariamo a pensare, e quello che diciamo quando iniziamo a parlare è un precipitato sempre unico delle persone e delle relazioni in cui abbiamo imparato a comunicare.
Ci penso molto e molto spesso oggi, quando Tommy si gira verso di me con aria tra l'interlocutorio e l'inquieto se mi sente parlare in inglese (dagli torto, con l'accento che mi ritrovo!) o mentre vedo la mia bimba incastrarsi tra l'italiano di casa e l'inglese della vita fuori con piccole acrobazie da funambola.

venerdì 18 ottobre 2013

La calma sospetta di quando sembra funzionare

Perchè ora, per ora, sembra proprio funzionare... Lei lo guarda con amore, è proprio il caso di dire, fraterno. Ha smesso ormai da tempo di mostrare insofferenza verso quei momenti in cui io sono senza scampo dedicata a lui. Averli ridotti al minimo e sdrammatizzati al massimo pare abbia funzionato. Gli parla piano piano; se lo coccola senza più quell'irruenza che forse mascherava anche un po' di rabbia.
Ero pronta al peggio, memore soprattutto del tempo in cui tessevo piani criminosi alle spalle di mio fratello appena nato. Non ricordo che mi abbia mai ispirato molta tenerezza. Anzi, in tutta onestà ricordo bene di averlo cordialmente detestato. Sarà l'orgoglio di essere guardata sempre come una divinità, che lui attende speranzoso e accoglie ogni volta con sguardo adorante e meravigliato; sarà il fatto che ormai era l'unica tra i suoi amici a non avere un fratellino; come che sia, semplicemente, temevo peggio.

martedì 15 ottobre 2013

Si impara poco a poco, a lasciarli andare.

Estate 2013

I 5 anni non sono affatto banali. Credo che anzi siano lo step più impressionante, dopo i primi passi. Almeno da un punto di vista fisico. E io, in tutti i sensi, non ci sto dietro. 
Qui si tolgono rotelle e cadono incisivi (per fortuna senza che le due cose siano connesse) con grande disinvoltura. Sua, non certo mia, che a ogni piccolo passo verso il suo essere grande ho le vertigini.

mercoledì 9 ottobre 2013

Svezzamento: Italia-Inghilterra ai calci di rigore

Settembre 2013
Il quadro è stato chiaro fin da subito, quando in ospedale mi hanno dato le istruzioni per occuparmi del cordone ombelicale. O meglio, quando NON me le hanno date, dato che qui vige la regola che il cordone si arrangia da solo e non richiede maneggiamenti. Meno che mai disinfettanti, garze e compagnia. Si staccherà quando sarà il suo momento e tu devi solo avere il buon senso di tener pulita la zona. O più semplicemente il bambino.
Gli inglesi fanno le cose un tantino diversamente da come vengono fatte in Italia. Le loro code geometriche alle poste fanno sospettare che le facciano meglio, eh, ma convengo anch'io che le cure di un neonato siano un argomento più complesso.

lunedì 23 settembre 2013

Sempre sola mai da sola. Quel tempo libero che suona sempre occupato

La vera fregatura quando si diventa mamme non è quello strato sui fianchi che non si stacca neanche col machete. No, non è neanche il nuovo rapporto col pulito, che da quando Tommy è passato alle pappe è una categoria che si è ampliata in maniera inquietante. Se hanno solo una macchia i miei pantaloni sono puliti, no?
Il vero lato oscuro della maternità è un altro e si chiama "tempo libero". Quello che se sei una mamma a casa tutti suppongono tu abbia a profusione.
Se poi hai l'oltraggioso lusso di qualcuno che ti pulisce la casa...ecco allora perchè non hai ancora iniziato a studiare il russo per leggerti guerra e pace in originale?

martedì 9 luglio 2013

Morire (come) si deve

Quella morte che ci tiene tutti sotto scacco ha occhieggiato da sempre, beffarda, dietro i miei sorrisi più solari; l'abisso mi ha accompagnata con una certa disinvoltura e molta costanza, spazio vuoto ritagliato nel profilo di merletti immacolati elegantemente elaborati. Fin da bambina, l'ho sentito soffiare le sue minacce impetuose, e che un giorno sarei passata a miglior vita è stato chiaro e limpido fin troppo presto.
E' solo da poco però che mi ci sono riconciliata in modo nuovo, persino dolce.

Entrambi i miei figli sono nati mentre un grande vecchio di famiglia se ne andava.
Hanno messo in scena in modo preciso quel che sappiamo e spesso dimentichiamo: la vita scorre, con la sua meravigliosa ineluttabilità, e il rinnovamento passa sempre per l'eliminazione.

giovedì 20 giugno 2013

Una cassetta della frutta sotto i piedi

Hype Park Speakers Corner © DMTX
Ammutolita. Per una settimana sono ammutolita. Ho giusto avanzato qualche timido cinguettio, dopo essermi finalmente appollaiata anch'io su un rametto di Twitter. Il più basso e piccolino; ma mi ha dato le vertigini, da pischella novellina quale sono.
In mezzo a tutto quel brusio, a quelle voci che si rincorrono con familiarità, competitività o allegria, a me è sembrato molto molto semplicemente di non aver più niente da dire.
Non so bene dove sto andando a parare, ma è diventato urgente rompere il silenzio.

giovedì 13 giugno 2013

La quadratura del figlio

Acc si è svegliato alle 6.30! No troppo presto...poi vuole dormire quando Olivia fa colazione ed è tutto un casino..vieni qui nel lettone, sì proprio come ho sempre detto non avrei mai fatto... una bella abitudine altamente raccomandata da tutti, soprattutto Tracy Hogg (sempre sia lodata), ma almeno ti fai un altro pisolo fino all'ora in cui la giornata può iniziare veramente.
Pronti via. Tommi è già sveglio mamma? Gira Tommi verso di me così mi guarda mentre faccio colazione. Sposta la sdraietta in bagno che mi guarda mentre lavo i denti. Mettilo in camera mia così mi vede che mi vesto. Una routine in vetrina.
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