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martedì 19 novembre 2013

Come fu che diventai una casalinga (senza nemmeno alcolizzarmi)


Il confronto mamme a casa/mamme che lavorano sul cancello di scuola mi fa sempre pensare alla lotta femminile nel fango: si sfidano a colpi di vite e manicures dalla perfezione sospetta, guardandosi a vicenda con dissimulata sfida e malcelato senso di superiorità. Come se a lottare nel fango fossero solo le altre.
Si compatiscono a vicenda: le une dolenti per quei poveri bambini che non hanno mai la mamma a casa, le altre per quei poveri bambini che ce l'hanno sempre intorno.
Quelle che non lavorano fanno le rappresentanti di classe con piglio manageriale inondando di email e organizzando coffee mornings, che credo siano ormai una tortura in uso a Guantanamo.
Quelle che lavorano rispondono ad un'unica mail in tutto l'anno. Generalmente la più inutile, ma non lo sanno perché le altre non le hanno mai lette.
Entrambe fanno una fatica bestiale a tenere insieme i pezzi di una vita che comunque è per tutte inevitabilmente di corsa, che sia per prendere la metro o sul tappetino della palestra in fondo è irrilevante.
Io sto nel mezzo: rifiutandomi di sentirmi davvero una mamma a casa, ma obiettivamente del tutto sprovvista di una prospettiva realistica di lavoro a breve termine e, stranamente e a sorpresa, della voglia di trovarmelo.

mercoledì 6 novembre 2013

Misterioso come un figlio bilingue

Non si cresce in un luogo, si cresce in una lingua (cit); si diventa gli adulti che saremo poco a poco, grazie al lavoro silenzioso e inafferrabile di sfumature e intonazioni. Mentre impariamo a parlare impariamo a pensare, e quello che diciamo quando iniziamo a parlare è un precipitato sempre unico delle persone e delle relazioni in cui abbiamo imparato a comunicare.
Ci penso molto e molto spesso oggi, quando Tommy si gira verso di me con aria tra l'interlocutorio e l'inquieto se mi sente parlare in inglese (dagli torto, con l'accento che mi ritrovo!) o mentre vedo la mia bimba incastrarsi tra l'italiano di casa e l'inglese della vita fuori con piccole acrobazie da funambola.

lunedì 11 febbraio 2013

Radici e voti


Il fatto di non essere nemmeno dovuta uscire di casa per mettere quella X ha alleviato solo di poco la miseria che mi ispiravano quelle schede...

martedì 18 settembre 2012

Cose che Londra ti ruba: la prima elementare.



La scuola è ripresa da due settimane e finalmente ho individuato l'elemento mancante: il primo giorno di scuola. Quello delle emozioni che leggo sui vostri blog, quello degli sguardi solenni e speranzosi sotto capelli per una volta in ordine e sopra grembiulini col nome ricamato (si usano ancora?). Il rito di passaggio che dietro la tenerezza con cui li si accompagna porta con sé un salto importante e definitivo: dall'età del gioco all'età delle cose serie. Riconosciuto e celebrato con i dovuti fasti.
Qui in UK questa cosa non esiste. E io sto cercando di capire se e come sarò in grado di farne a meno.

lunedì 25 giugno 2012

La notte londinese aka Non ho l'età


Ci sono due posti di cui si sente parlare a ripetizione in quel di Londra, due posti che sembrano essere diventati i capi indiscussi della notte londinese dove ottenere un tavolo è una conquista: un ristorante al piano interrato di un sexy shop e un night club con tanto di show estremi. La domanda è: che cavolo ci facevo io lì sabato sera?
E la domanda è ben posta, dal momento che non mi sono ancora ripresa. Ma avere una cara amica tedesca molto amica di una mondanissima giovane star di teatro fa sì che a un'infilata di caffè tra mamme possa poi seguire un'infilata di tacchi alti a scivolare sulla pioggia di Soho.

venerdì 1 giugno 2012

The queen's (of random) giveaway!



Londra è tappezzata, letteralmente. Union Jack in ogni angolo. Per una che viene da un paese in cui persone comodamente sedute in parlamento si sentono libere di parlare della bandiera in chiave carta igienica, beh, fa un certo effetto.
E' che questa regina la amano proprio, come amano la loro nazione: con quel senso di appartenenza profondo e persino po' kitsch che li contraddistingue. Oltre che renderli tra i popoli più civili di cui io abbia esperienza.

martedì 22 maggio 2012

Fai il bravo e sii un genio!

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Poi siamo finiti senza ritegno da MacDonald, tanto per chiarire che le parentesi virtuose si chiudono sempre molto rapidamente da queste parti... 

Ma prima di lasciarci andare al guilty pleasure (molto raro in verità) di chicken mcnuggets e patatine bisunte eravamo lì, su un tappetone un po' liso a guardare un dipinto della National Gallery. Con la guida dolcissima a trasportarci nel quadro, a caccia di dettagli e piccoli pezzi di storia dell'arte travestiti da fiabe avvincenti di draghi e cavalieri. 
E fin qui tutto bello, anzi bellissimo. 
I problemi si annidano altrove: lì dove il tappeto ricoperto di gambette incrociate finisce e inizia il pavimento, con i piedi dei genitori. Piantati per terra come piccole torri di controllo.
A distrarsi un attimo, e guardare loro anziché la guida, c'è da prendersi un colpo: tifosi sfegatati allo stadio avrebbero sguardi più rilassati. E pugni meno serrati.
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giovedì 9 febbraio 2012

Nonna non mi hanno voluta a scuola stamattina!

La cosa che ho sognato per 5 anni di liceo è capitata a 3 anni alla mia O: arrivare a scuola e sentirsi dire che no, per altre 24 ore non hai il permesso di entrarci.

lunedì 30 gennaio 2012

Il cowboy con il velo da sposa

Che Londra sia una città fantastica non c'è bisogno che stia qui a raccontarlo io. Ma la civiltà che la anima e abita è qualcosa di ancora più straordinario.
C'è una piccola realtà, parallela ma molto capillare, che punteggia ogni quartiere, dal più posh al più scrostato: sono i Charity shops.
Come molte altre cose qui (vogliamo parlare dell'abbonamento postale ai DVD?), è il genere di sistema semplice e geniale che in Italia sarebbe sviluppato solo in modo incongruo e inutilmente dispersivo, quando non malavitoso. E che ogni volta mi lascia basita per la sua frizzante, ingegnosa efficienza.

lunedì 17 gennaio 2011

125 pounds an hour

E dico 125!
125 sterline esatte all'ora.
No, non è nessuna delle cose che a qualsiasi persona normale possono venire in mente (che so, forse un giro in elicottero...?).
E' l'affitto della sala in cui una Mum di mia conoscenza terrà la festa di compleanno del suo piccolino.

C'è qualcosa di malato. E temo riguardi anche me dal momento che vi vivo a stretto contatto.
Tutto è proporzionato dice il saggio. Beh, certo, a chi non capita di sprecarlo qualche soldo ogni tanto?

Ma 125 sterline all'ora...!?!?!??!?!?!?!?!?!?!?!
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