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martedì 2 giugno 2015

Cosa c'è dentro un fiore?


Londra, 21 Maggio 2015
Torno sempre meno spesso qui, e poi mi spiace.
Mi sorprendo felicemente a non trovare fantasmi che scalpitino per essere catalogati. Non che non ce ne siano, che migliorare un po' si può ma cambiare del tutto poi no, ma se non altro non scalpitano. A seconda del tempo si accucciano sotto la mia scrivania o la suola delle mie scarpe per correre: gli lancio un osso da spolpare ogni tanto e li porto a prendere aria appena posso. Sembrano gradire e mi ripagano con una presenza che resta un monito ma non è più una minaccia.

Io mi barcameno con un certo gusto tra la famiglia, bien sur, il mio nuovo progetto, le coppie a cui insegno e, per non farci mancare niente, un nuovo trasloco.
Nel frattempo lei è grandissima. I 7 anni -come ogni compleanno- mi hanno colta alla sprovvista, con denti che cadono e gambe che si allungano come il raggio dei suoi sogni, racconti e inquietudini.  Il piccolo tanto piccolo non è già più, e incalza. Con domande pressanti. Tipo "Cosa c'è dentro un fiore mamma?", "Cosa c'è dentro il naso e le orecchie?". Fino qui tutto bene. Purché non mi chieda cosa c'è dentro gli scatoloni che sto preparando per il trasloco...!

giovedì 11 dicembre 2014

Cammelli brontoloni nel presepe


Non so quanto sia vita vera e quanto polemica sterile dei giornali, ma almeno ha il merito di farmi tornare voglia di scrivere.
Sono due mesi che ho la testa piena di idee mentre alle giornate manca il tempo di scriverle. Si accumulano e aggrovigliano che più che un post avrei bisogno un libro per metterle in ordine. Il mio nuovo progetto (like my Facebook page please!) mi sta assorbendo, e con lui un corso sul benessere emotivo dei bambini in un centro di studi immenso sulla salute mentale dove vorrei studiare tutto. Mixati insieme nella mia testa creano una reazione piuttosto esplosiva che solo andare a correre e iperossigenare il cervello sembra in grado di sedare parzialmente. Il tutto a scapito di questo mio spazio, purtroppo.
Ma il presepe, dicevo.

giovedì 25 settembre 2014

Lo chiamano gentle-parenting. E' una fatica clamorosa, ma funziona.


Casa nostra. Stamattina a colazione.
Lui goffo come ogni bimbo di 20 mesi rovescia un bicchiere.
Olivia: "Tommy hai fatto un bel disastro! Va beh, questa non è una casa in cui si urla se qualcuno fa un errore. Prendi questo pezzo di scottex e aiutami a pulire. Guarda, si fa così."

venerdì 13 giugno 2014

Parto da qui. Oltre i bimbi nascono le idee.


Al primo sono arrivata ingenuamente preparata e l'ho sfangata. Con l'entusiasmo della novellina e il supporto biologico di un corpo under 30. Un'infarinata di yoga, tanta fiducia basata sul nulla, il fermo rifiuto di avere un ago nella schiena (perché sono una pavida, non certo per certezze ideologiche) e, con ogni probabilità, una gran botta di culo. "Possiamo rifarlo" ho detto a un marito che ancora si stava riprendendo dallo shock.
Al secondo, 5 anni dopo, sono arrivata corazzata. Terrorizzata dalla fama della sanità inglese mi sono presentata in ospedale fermamente convinta che più facevo da sola maggiori erano le possibilità di cavarmela. E questa è stata una benedizione perché in effetti da soli ci hanno lasciati un bel po'.
Come ho già detto altrove, essere fortunate è essenziale. Ma essere preparate lo è di più.
Sono sempre stata un filino accentratrice, inutile negarlo. Precocemente sicura che le cose a volerle vedere fatte bene sia il caso di farsele da soli: questo lato di me non ha mai contribuito granché a rendermi simpatica, e però si è fatto perdonare tutto alla nascita di entrambi i miei figli.
E' stato questo loro arrivare dal nulla della mia pancia a farmi mettere in discussione radicale me stessa. Ero io qui ad accoglierli. Poteva andargli peggio, ok, ma francamente anche parecchio meglio. Una più sicura, o che almeno sapesse da che parte girarsi, non sarebbe stato difficile trovarla.
Preparata non lo ero e lo avrebbero scoperto presto. Avrebbero forse apprezzato trovare molta buona volontà e parecchia fiducia. E il primo pezzo di strada insieme lo avremmo fatto nel canale dentro di me.

martedì 15 ottobre 2013

Si impara poco a poco, a lasciarli andare.

Estate 2013

I 5 anni non sono affatto banali. Credo che anzi siano lo step più impressionante, dopo i primi passi. Almeno da un punto di vista fisico. E io, in tutti i sensi, non ci sto dietro. 
Qui si tolgono rotelle e cadono incisivi (per fortuna senza che le due cose siano connesse) con grande disinvoltura. Sua, non certo mia, che a ogni piccolo passo verso il suo essere grande ho le vertigini.

martedì 9 luglio 2013

Morire (come) si deve

Quella morte che ci tiene tutti sotto scacco ha occhieggiato da sempre, beffarda, dietro i miei sorrisi più solari; l'abisso mi ha accompagnata con una certa disinvoltura e molta costanza, spazio vuoto ritagliato nel profilo di merletti immacolati elegantemente elaborati. Fin da bambina, l'ho sentito soffiare le sue minacce impetuose, e che un giorno sarei passata a miglior vita è stato chiaro e limpido fin troppo presto.
E' solo da poco però che mi ci sono riconciliata in modo nuovo, persino dolce.

Entrambi i miei figli sono nati mentre un grande vecchio di famiglia se ne andava.
Hanno messo in scena in modo preciso quel che sappiamo e spesso dimentichiamo: la vita scorre, con la sua meravigliosa ineluttabilità, e il rinnovamento passa sempre per l'eliminazione.

giovedì 27 giugno 2013

Buono a sapersi

"Mamma sono tanto felice che Tommy sia arrivato. Lo stavo proprio aspettando, sapevo che sarebbe venuto. Lo conoscevo già: eravamo sulla stessa nuvola insieme prima di nascere.
...
E c'era anche un'altra sorellina."

mercoledì 12 giugno 2013

Lui ha una coperta

Che l'ormone del nido mi facesse fare cose strane, già l'ho dichiarato, ma con questo figlio abbiamo raggiunto vette inesplorate.
Complice questo piccolo mondo di blog, con le infinite idee e persone meravigliose che lo abitano, ho raccolto l'idea di Nina, rilanciata da loro; e contro ogni pronostico, ho portato a termine il progetto.
Aiutata da altre blogger che partecipavano alla catena, e dalle amiche e parenti cui ho chiesto supporto, ho raccolto pezzi di tela delle più diverse origini, fisiche e geografiche, diventati incredibilmente davvero la coperta di Tommaso. Che ho cucito personalmente. A mano.
Youtube e i suoi molteplici tutorial meritano un premio Nobel, va detto.

mercoledì 15 maggio 2013

Good morning Sir

Conosco pochi luoghi in Italia in cui cose così belle si possano lasciare liberamente all'uso dei bambini (o, meglio, degli adulti che li accompagnano) con la fiducia di ritrovarle. E di ritrovarle in buono stato. Oltre a penne e libri, una romantica casa museo della mia zona offre mini costumi vittoriani per i piccoli ospiti, che possono aggirarsi tra le stanze e il caffè vivendo davvero la magia di quella vecchia casa.
Ci sono vari abiti per i maschietti, ma ovviamente sono quelli da ballo per le bimbe ad occupare la maggior parte degli appendini. Con gemme e pizzi che farebbero girare la testa a Platinette.
Della mia scarsa inclinazione per i merletti ho già parlato qui e qui, e forse qualcuno penserà che sono stata io a guidarla nella scelta, quando invece quegli abiti, diciamocelo, me li sarei messi volentieri anch'io se mi avessero lasciato scegliere quando nascere.
Lei invece, l'ha pensata diversamente. E ancora una volta mi ha colpita dritta al cuore, con quella sua aria scanzonata che spero tanto si porterà nella vita.


Londra, 12 Maggio 2013


venerdì 23 novembre 2012

Lei lo sa



E fu così che la sorella grande ci tolse le castagne dal fuoco, fugando ogni dubbio residuo sul nome.
Tommaso non faceva parte della shortlist che stavamo spulciando, ma ora ci sembra semplicemente il nome più bello. E l'unico giusto.


"Mamma, tu e papà non lo sapete ancora, ma io lo so come si chiama mio fratello: si chiama Tommy. Tommaso. Lo so perchè me l'ha detto una nuvola."



mercoledì 26 settembre 2012

Cosa si prova a vincere un Oscar

Stamattina sulla strada di scuola:
"Mamma ho deciso cosa farò da grande. Sarò una maestra e una mamma. 
A fare la mamma sto già imparando da te che sei bravissima, 
adesso devo solo imparare bene come si fa la maestra."

Google image

giovedì 30 agosto 2012

Con buona pace di Biancaneve

© http://michaeldepippo.com

Io me lo ricordo il mio primo film al cinema. E.T, che è ancora tra i miei preferiti, sul quale ho pianto tutte le lacrime che si possono ragionevolmente versare in una sala. Ero assai grandina in verità, mio fratello fu spedito dalla nonna e io avevo già sui 7 anni: un'età che se oggi non sei già stato a teatro, al cinema (3 D!) e anche a Eurodisney non sei nessuno. Aver portato lei a 4 anni più che compiuti mi ha attirato sguardi stupiti di diverse amiche, ma che ci posso fare, a me piace proprio quella magia che c'è intorno al conquistarsi piccole cose da grandi. E mi sembra che mettere lì tutto pronto e disponibile da subito tolga un po' di spessore, e di sapore, al mondo. Come al solito, ricette valide per tutti non ce n'è. La mia spera che al risultato si mescoli quel gusto così unico dato dall'attesa, e cerco di fare le cose solo quando mi sembra ci siano gli strumenti per apprezzarle.
Tutto questo per dire che...finalmente ci siamo andate: combo di pop-corn, papà uscito presto dall'ufficio, esaltazione a mille, ieri sera finalmente la settima arte anche per la mia bimba.

mercoledì 25 aprile 2012

"Do you know how to play rubamazzooo?"

E l'ha pronunciato pure come se fosse una parola inglese.


L'amico che era venuto a giocare l'ha guardata senza capire. E ha tirato fuori un memory più rassicurante.

martedì 24 aprile 2012

Facce da ricordare

Mannaggia a me e al mio rifiuto di pubblicare foto di O. 
Gironzolo nel web alla disperata ricerca di qualcosa che renda l'idea, ma niente sostituisce quella precisione solo lievemente caricaturale con cui ci ha immortalati e scopiazzati. 
E io me la scrivo qui, per il puro piacere di ricordarmela. Che in fondo questo blog era nato così, per archiviarmi i pensieri, prima che 33 inspiegabili lettori (che prometto di amare ed onorare ogni giorno della mia vita, sia detto) mi ricordassero che a volte è bene scrivere qualcosa di cui importi a qualcuno.
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