domenica 12 maggio 2013

Balzi di crescita AKA Ma perchè non ti avvisano prima!?!

E proprio quando gongolavo soddisfatta di avere un bambino prevedibile e ragionevole, quando mi dicevo che ormai le cose avevano ingranato e tutto sommato non andava tanto male...zaaac! Il pupo è impazzito.
Fino al giorno prima mangiava le sue 7 volte al giorno ad orari che lui aveva stabilito e sembravano piacergli dato che non li cambiava mai. Dormiva un sonno ragionevole, nella sua culla, chiamando per mangiare e riaddormentandosi subito dopo. Così io, se proprio volevo, potevo dannarmi e crucciarmi per le cose mie, quei piccoli dettagli tipo l'assoluta mancanza di prospettive lavorative, ma spendevo solo energie buone per stare dietro a lui. Che anzi se la rideva di gusto mostrando una promettente inclinazione al buon umore.
Poi, dal nulla, la follia.
Urla, strepiti e schiamazzi forti e chiari, diversi da tutti quelli che avevo sentito fino a quel momento. E mugugnii soddisfatti solo se trovava il seno, che poi però mordeva, tirava e stropicciava come se non sapesse più che cosa farsene. 24 ore. Per 4 giorni.
A metà del secondo giorno, e soprattutto della seconda notte, ho vacillato seriamente. Ho capito avuto conferma che quel co-sleeping che molti amano e incoraggiano per me è contro natura. Io devo spalmarmi nel letto, colonizzare liberamente il lato di Marito, e non trovo niente di dolce né gradevole nell'avere un cucciolino attaccato alla pelle e al seno con l'ansia di spiaccicarlo.
Avevo sentito parlare dei balzi di crescita, e pur avendoli rimossi, ho ripescato un vago ricordo dei primi mesi con Olivia. Ho allungato la mano verso quello che ormai considero il salvavita numero 1, internet, che in 3 nanosecondi mi ha fornito 359.000 risultati, di cui almeno i primi 50 offrivano una versione concorde altamente aderente a quello che io stavo vivendo. Intorno ai 3 mesi, tipicamente, c'è uno dei balzi più molesti, quello che ti coglie quando pensi di avere ingranato. Una specie di prima adolescenza in cui il bambino si ribella a quello di cui ha più bisogno. Che tu devi continuare a offrire anche se fa male. Sta calibrando l'offerta di latte e informando il tuo corpo che deve adeguarsi.
E' vero che dopo pochi giorni (nel mio caso 4) torna tutto magicamente come prima. Tranne le poppate, che ora sono più veloci e, lo sento bene, belle cariche di latte. Ma mentre ci sei in mezzo ci vuole un atto di fede quasi dogmatico per credere che davvero passerà com'è venuto. Un atto di fede che solo una buona informazione può supportare. Lo devi sapere che si chiamano anche "giorni di frequenza", e sono giorni in cui è normale e pure sano che un bambino pensi solo a mangiare. Se no, come tutte le cose della maternità, ti coglie di sorpresa e impreparata. Ed è un peccato che molte smettano di allattare o incasinino le cose con i biberon non per loro scelta ma convinte di non avere scelta.

Io sono al secondo figlio; vivo in una grande città, dove mi confronto con decine di altre mamme; non muovo un dito prima di aver consultato libri e web in un modo che certo si potrebbe anche definire ossessivo. E c'ho pure un marito e una mamma che mi aiutano talmente tanto che forse dovrei vergognarmi. Eppure ho vacillato. Mi sono chiesta, come tutte, se il mio latte fosse ancora abbastanza, e per un momento non ho saputo che pesci pigliare. Ma se vivi in un ambiente diverso; se hai intorno persone bene intenzionate ma con una mentalità vecchio stile, sinceramente convinte e capaci di convincerti che il tuo latte possa sparire così, da un giorno all'altro; se magari sei pure già stanca, che far girare i primi mesi è un'alchimia di culo e competenze (della madre ma soprattutto di chi le sta intorno) non sempre efficace; ecco, allora il balzo di crescita rischia di diventare una rovinosa caduta.


6 commenti:

  1. "Ed è un peccato che molte smettano di allattare o incasinino le cose con i biberon non per loro scelta ma convinte di non avere scelta." Parole sante!!!
    Sai quante conosco, finite così, a convincersi che il loro latte non era più nutriente e altri luoghi comuni che girano?
    (io preferisco non pescarlo quel ricordo, ok? una volta ho ritrovato un foglietto di un momento delirante in cui segnavo le poppate perchè era praticamente sempre attaccata e io non mi capacitavo e ....che numeri! Anzi che DELIRIO!!! Fortuna che sono proprio scatti di crescita e tutto passa in pochi giorni! :) )

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    1. Ciao Cì! Che piacere ritrovarti!

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  2. hai una maniera delicata e pacata di argomentare, alla quale vorrei sapermi ispirare.

    Anche O era una bimba ragionevole? No perchè io, scienziata, non vorrei affidarmi allo zodiaco, però ecco vedo e sento sempre più di bimbi un po' più *easy* e sono tutti nati a febbraio (anche Pistacchio, per dirne uno proprio a caso)...
    ecco come volgere un bel discorso al banale, mi perdoni?

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    1. ho una seconda cosa da farmi perdonare, la pedanteria, soprattutto su questa materia:
      "un marito e una mamma che mi aiutano talmente tanto che forse dovrei vergognarmi."
      la nonna non saprei, ma il papà non ti aiuta, fa il papà... di cosa dovresti vergognarti?
      Quando smetteremo di usare il verbo 'mi aiuta' riferito al soggetto papà e alla materia figli, arriveremo lontanissime, io credo... e tu? :)

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    2. Buongiorno cara Squa, ringrazio e mi prendo con piacere il complimento: "delicata e pacata" sono due aggettivi meravigliosi e non esattamente i primi che avrei scelto per descrivermi.
      Punto 1: io, filosofa (che poi è un'altra forma di scienza, converrai), allo zodiaco credo assai...cioè, ovviamente, non a quegli oroscopi da riviste del parrucchiere, ma l'energia che ci compone come può non essere legata a quella dell'universo...? E anche Olivia era molto ragionevole. Ma a dire il vero lui ultimamente tra le 4 e le 6 del mattino non lo è poi così tanto...il che spiega come mai si sia arenato il mio post sull'ingegneria del sonno. Il banale comunque è assai essenziale, altro che perdonarti.
      Punto 2: tu hai ragione da vendere. Quello che mi è rimasto nella penna, anzi nella tastiera, è che l'aiuto qui va oltre e ben oltre i figli. E io oggettivamente un po' mi vergogno che la cucina sia molto più in ordine e pulita dopo cena quando ci pensa lui... :-)

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  3. ma lo sai che io e chercheur è da una settimana che ci pensiamo ad intermittenza? Ma la filosofia è una scienza? Ma scienza è tutto ciò che segue il cosiddetto 'metodo scientifico'? Mumble mumble

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