martedì 15 ottobre 2013

Si impara poco a poco, a lasciarli andare.

Estate 2013

I 5 anni non sono affatto banali. Credo che anzi siano lo step più impressionante, dopo i primi passi. Almeno da un punto di vista fisico. E io, in tutti i sensi, non ci sto dietro. 
Qui si tolgono rotelle e cadono incisivi (per fortuna senza che le due cose siano connesse) con grande disinvoltura. Sua, non certo mia, che a ogni piccolo passo verso il suo essere grande ho le vertigini.

Estate 2013

Altro che prepararci al parto, alle notti insonni e allo svezzamento... ci vorrebbe un corso per preparasi al fatto che questi crescono davvero! Mi ero già stupita qui, e non mi sono ancora affatto abituata.

Si impara poco a poco, a lasciarli andare. Prima è una manina per farli camminare di cui improvvisamente non hanno poi così bisogno. Poi sono corse dietro a una bicicletta, fino a potersi fermare: e godersi lo spettacolo di vederla barcollare via urlando "Vado da solaaaaa!!!". Prove generali di avviamento alla vita, suppongo.

E' ora, con il passaggio alla scuola dei grandi, con le piccole autonomie sempre più disinvolte, che entra molto più mondo tra un bambino e la sua mamma. Me ne riporta pezzettini che ha scoperto senza di me, per guardarli insieme e trovar loro un posto. Immagino sia la chiave per quando sarà più grande: darle gli strumenti perché possa andare, allargare lo spazio tra di noi, poco alla volta, in sicurezza. E farle trovare sempre facilmente la strada di casa e la porta aperta. Perché ogni riccio di ippocastano che mi riporta oggi, se ben accolto, spero sia un pezzo di sé e della sua vita domani. Quando "Vado da solaaaa!" sarà molto più che un giro su una bici barcollante. Quando vorrei poter riciclare la frase di mia mamma mentre mi vedeva partire in Erasmus: "Non ti faccio nessuna raccomandazione, ti ho insegnato tutto quello che potevo."

Come per la bici, la sfida vera sembra essere non perdere il momento giusto: quello in cui la loro voglia di fare è equilibrata con le possibilità di fare. Quella finestra breve in cui tentativi e frustrazioni possono esaurirsi in un numero ragionevole e sostenibile.
Mettersi da parte, ricordandosi che tutto quello che si insegna loro lo si fa perché possano domani farlo da soli, non è scontato. E non lo è lasciare che si sbuccino un ginocchio senza farne una tragedia ma neppure minimizzare; intervenire quando serve, ma lasciargli lo sforzo e il piacere di rialzarsi da soli quando è meglio sia così.

Il problema è che ad andare in bici gliel'ha insegnato il suo papà, io tremo già al pensiero delle altre "biciclette" che ci aspettano.
Inizio Ottobre 2013

18 commenti:

  1. Bella la frase di tua madre. Bellissima.
    C'è tutta la consapevolezza dell'esser madre.
    Ci trovo tutta la serenità del sentirsi una madre sufficientemente buona.
    Quella serenità e quella consapevolezza che fanno di un figlio un individuo.
    Una persona, che da noi è venuta, e che da noi, a piedi, con le rotelle, in motorino, su un aereo se ne va, giorno dopo giorno.

    Buone corse!

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    1. Grazie...non aggiungo altro. Anche per i complimenti alla mia mamma che, in effetti, se li merita.
      Buone corse a tutte noi.

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  2. Ciao anche io sono nella fase dei 5 anni. E anche il mio nanerottolo ha imparato da poco ad andare in bici senza le rotelle. E' vero, e' un'emozione strana vederli andare via "da soli", pronti ad esplorare il mondo. Ti riempe il cuore di gioia anche se allo stesso tempo di manca il terreno sotto i piedi.

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  3. Non ti vorrei terrorizzare, ma i 5 mi sembrano gia' lontani e il mio ne sta per compiere 7 (a gennaio), no 15. Ma mentre fino a 5 il tempo sembra lento, dopo m sembra scappare e non riesco a fermarlo, non riesco a stargli dietro...parole che volano, risposte brusche, atteggiamenti ribelli, pianti improvvisi,la chiamano preadolescenza, e il mio e' maschio. E se fosse femmina, visto che tutti dicono essere piu' avanti?Non so, ma temo che far poco insieme al potty training dovro' cominciare a pensare a come affrontare il tema delicato della sessualita', prima che lo facciano altri in un modo sbagliato e deviante.OMG.

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    1. Ok, già tremavo da sola...aaarghhhh...

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  4. Anche qui iniziano a muoversi i denti...un colpo al cuore... Ancora non mi sono del tutto abituata a vederla salutare, per la strada, i suoi amici, compagni di asilo, che io non sempre conosco; questo suo avere una vita sociale di cui io non faccio parte me la fa sentire così indipendente da me!
    Spero di poter pronunciare le stesse parole di tua madre quando le mie figlie saranno in età da erasmus, perchè in quel caso vorrà dire che avrò fatto un buon lavoro

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    1. C'è di buono che tra quando iniziano a dondolare e quando cadono davvero passano diverse settimane. Non so, almeno hai tempo di abituarti...in teoria.
      Oddio, sul fatto che abbia fatto un bel lavoro qualcuno potrebbe dissentire ;-) ma la frase in effetti era bella.

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  5. com'è cresciuta Olivia!
    abbracci*

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  6. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  7. Già.. il mio timore grande è di NON riuscire a crescere velocemente come loro.. perché per un bimbo che cresce ci vogliono una mamma e un papà che crescano altrettanto. A volte non sembra mica facileUn bacio Why. Un post meraviglioso!

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  8. No, non è facile per niente cara Squa. Anzi manco poco...!
    Bacio

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  9. sniff, è proprio così: "entra sempre più mondo tra un bambino e la sua mamma". Il segreto è far sì che quel mondo non separi mai del tutto, ma che si possa anche condividere. A riuscirci!

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  10. Qualcuno ha detto che è' sui gradini dell'indipendenza che si forma la loro personalità e il nostro amarli in modo sano. Mi rendo conto che è' dura per noi, non so se sarò mai all'altezza di lasciarlo andare davvero. Lo farò, certo, ma con il cuore ferito.
    Auguri a tutte noi, mamme e a loro per un futuro colmo di vita bella.
    Raffaella

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  11. Questo post è meraviglioso.
    E la meraviglia è il motore con cui cerco di stare al passo con il mio D.

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  12. Strano, stavo facendo le stesse riflessioni oggi, mentre scribacchiavo un post in una mezzora rubata. Solo che la mia ha solo 3 anni e mezzo, ed oggi ha imparato ad andare sull'altalena. Ed il tempo corre, ed io ho sempre paura di non aver abbastanza tempo...

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  13. Your posts are great! Love reading you and help me giving some perspective to main challenges with my pair!

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