venerdì 2 marzo 2012

Mille principesse

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Ho un ricordo abbastanza a fuoco dell'età in cui ho iniziato a volermi programmaticamente agghindare nei modi più improbabili e meno femminili pur di distinguermi nella massa uniformata dei miei compagni. Correva l'anno 1995 e frequentavo un liceo molto per bene di una cittadina tragicamente provinciale.
Mi si perdonerà spero la banalità della ribellione, che fu fatto estetico molto più che lotta armata.
Oggi, alle prese con una personalità in miniatura che si aggira per il mondo con piglio conquistatore, posso solo pregare di ricevere lo stesso trattamento quando passeremo anche noi sul lato sbagliato dei 10 anni: accendo ceri alla Madonna, mi facesse la grazia di una sfida dura e pura, ma in fondo solo estetica.
Ci pensavo stamattina, quando accompagnavo a scuola la ventesima versione di Cenerentola in mezzo a tutte le più irritanti declinazioni di principesse.
Era il World Book Day, e abbiamo potuto abbandonare l'uniforme (benedizione britannica che ogni mattina fa sì io possa vestire O in tempo record e sprecare il resto del tempo in non so cos'altro riuscendo ad arrivare comunque in ritardo) e vestire i panni del personaggio del libro preferito. Ho passato l'ultima settimana, come da richiesta della diretta interessata, a mettere insieme idee e pezzi per una Pimpa decente; ma dentro di me lo sapevo che quelle subdole principesse covavano nell'ombra. Le sentivo canticchiare le loro smielense canzoncine e soprattutto...grrrr...far frusciare con manina delicata quelle loro svenevolissime gonnelle.
E infatti, inesorabili come le tasse, hanno colpito: "Mamma, è vero che ti chiedo sempre di leggermi la Pimpa...però sai, il mio libro preferito quando leggo da sola in realtà è Cenerentola." Che tradotto suonava un po': "Mamma, io la Pimpa la amo proprio, ma a scuola mica la conoscono e io non ci vado tanto volentieri con tutina bianca a bolle rosse rattoppata da te (che tra l'altro manco attacchi un bottone) mentre tutte le mie compagne si aggireranno agghindate da Bianceneve, Rapunzel e compagnia bella..."
Ho provato a incoraggiare un atto di indipendenza. Niet. Ho tentato di contrattare almeno una Trilly, che se non altro se la sbriga da sola e non passa il suo tempo in attesa di un principe inespressivo. Niet.
Sta di fatto che quelle scale le ho salite anch'io a mano di una Cenerentolina molto compita, invidiando segretamente una mamma tedesca seguita da Pippi Calzelunghe.

Verrà il giorno in cui lo avrai il coraggio di essere te stessa, vero bimba mia? E non vorrai essere una Cenerentola, VERO BIMBA MIA???
Ma non te lo posso dire io, che se no, tornando alla ribellione di cui sopra, la faccina da principessa sognante te la tatui in faccia...
A giudicare da come ti ho poi ritirata, però, qualche speranza di anticonformismo la nutro. "Mamma, non avevo più voglia di essere una principessa: ho girato il vestito, così ero Cenerentola, ma quando era ancora povera."

12 commenti:

  1. Troppo simpatica tua figlia!
    Fra poco ti faro' vedere il mio world book day!

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    1. I love the world book day. Sono passata da te, geniale piatto di lasagne!!!!

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  2. che peccato..il vestito da pimpa doveva essere delizioso!
    cmq forte tua figlia...

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    1. Grazie mela! Soprattutto per la fiducia..il vestito da pimpa era la cosa più rattoppata del mondo..!

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  3. Non la vedrei cosi' negativa, ma sono di parte visto che noi quest'anno niente carnevale, Ale non ha trovato un vestito che facesse al caso suo! Ma quindi dici che se la ribellione al gruppo inizia prima dei 10 anni dopo la passeremo liscia?? Sarebbe bello ... non mi illudo.

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    1. Cara Marzia, non illudiamoci no: non c'è speranza di passarla liscia. Ce la vedremo malissimo..! È per quello che spero di limitarmi a provocazioni estetiche..sarebbe un gran lusso! Grazie di essere ripassata qui. A presto.

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  4. ma, ma allora solo io non ho avuto il piacere del world book day travestito da fancy dress!!!! :_-(

    abbiamo ricevuto un buono per ritirare un libro free in libreria, e uno strano avviso che ci dice che la nostra scuola avrà un proprio book day, a fine maggio. Oh, questo sì che è anticonformismo!!! -_-'

    bellissima l'uscita di tua figlia! buon sangue non mente, vedrai!! :-)

    carpina

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    1. Mondo ladro: a noi niente buono!?!?
      Grrr!!

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  5. Sono affascinata dalle tue pagine! Sono al lavoro e ho potuto guardare poco o niente, ma mi intriga questa vita inglese. Come mai vi siete trasferiti, posso chiedertelo? O per essere una new entry, sto già esagerando? :)

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    1. Cara Bunny, grazie di essere passata di qui e del tuo interesse. Mi fa solo tanto piacere..ho iniziato a scrivere per me, per rimasticarmi un pò la vita, ma da poco scopro anche il piacere di condividerla.
      Ci siamo trasferiti 4 anni fa, con bimba di due mesi al seguito, perchè la società dove lavora mio marito gli ha offerto questa occasione che non sembrava un treno intenzionato a ripassare.
      È stato molto bello e molto duro..avrei dovuto iniziarlo allora il blog..mi sarei risparmiata qualche attacco di panico!

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  6. Ad essere proprio sincera sincera, un invidio la tua situazione :) Io sono sempre stata un po' diversa dalle mie coetanee (per natura, non per volontà di ribellione): non m'interessavano i vestiti (come hai letto nel mio ultimo post ;)), non aspettavo con ansia di crescere per andare in discoteca, non sognavo il mio abito da sposa, anzi sostenevo che non mi sarei mai sposata. Va tutto bene, perchè quella era in effetti la mia natura, ma confesso che talvolta è moooolto dura essere controcorrente!
    Quindi, se mai avessi una figlia, mi piacerebbe che fosse più "normale", più uguale alle altre. Mi immagino che così avrebbe un'adolescenza più facile (probabilmente sbagliando, chissà). E comunque mi darebbe molta soddisfazione vederla diversa da me: vorrebbe dire che ha iniziato a sviluppare una sua personalità, i suoi gusti indipendenti dai miei. Anche vestirsi da principessa può essere un atto di ribellione, no? :)

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  7. Qui nella media siamo così diverse che io ho benedetto la scelta di vestire di nuovo (finchè ci sta come taglia ;) ) i panni di una principessa! E poi quel vestito che abbiamo comprato insieme in california (quando stavamo lì col papà di eSSe che ci lavorava) a me ricorda un sogno di libertà... quindi: non temere l'abito non fa il monaco! ;)

    Bello questo giorno...

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