martedì 31 gennaio 2012

Calma sospetta

Vagolante e disarticolata scarsa produttività di una mattina che in fondo mi sono persino goduta. Il che me la rende molto ma molto sospetta... Misto di pulizia compulsiva (non più procrastinabile data recente fuga della cleaner), recupero confuso di piani e progetti e bollitura cervello sotto una doccia colpevolmente lunga. Inutile come i due terzi degli oggetti che assediano la mia scrivania, adesso che ci guardo qui non mi sono data molto da fare.
Potrei inserire un verbo e una frase compiuta a questo punto...
Eccola: vorrei sapere se davvero (e in tal caso perché) io debba proprio stare a questionare questo breve, inaspettato e spontaneo indulgere languido e improduttivo a una vita un po' meno di corsa, un po' meno in lotta.

lunedì 30 gennaio 2012

Il cowboy con il velo da sposa

Che Londra sia una città fantastica non c'è bisogno che stia qui a raccontarlo io. Ma la civiltà che la anima e abita è qualcosa di ancora più straordinario.
C'è una piccola realtà, parallela ma molto capillare, che punteggia ogni quartiere, dal più posh al più scrostato: sono i Charity shops.
Come molte altre cose qui (vogliamo parlare dell'abbonamento postale ai DVD?), è il genere di sistema semplice e geniale che in Italia sarebbe sviluppato solo in modo incongruo e inutilmente dispersivo, quando non malavitoso. E che ogni volta mi lascia basita per la sua frizzante, ingegnosa efficienza.

venerdì 27 gennaio 2012


Ho scritto del fantasma Levi quando ne ho avuto il tempo e l'energia, senza nemmeno rendermi conto che mancavano due giorni al Giorno della Memoria. Spero non si sia risentito. In fondo sta con me da tempo immemore quasi quotidianamente, e come un marito potrebbe scocciarsi di essere celebrato solo a San Valentino.
Il ruolo di Levi nel mio abisso personale è sempre stato alquanto sfaccettato, ma c'è una parte di lui che oggi è particolarmente viva.

mercoledì 25 gennaio 2012

Sympathy for the Devil

Avevo pochi anni quando sotto al mondo magico e splendido che i miei genitori avevano costruito per me ho iniziato a sospettare si aprisse un vuoto inevitabile, e mio padre, reso forse ingenuo ed ottimista da una familiarità con l'abisso ormai radicata, ha ritenuto opportuno e preferibile scoperchiarlo per me.
Ha creduto bastasse la forza di un amore incontrastato, unita a sicurezze che forse sperava meno fragili, per equipaggiarmi contro la vertigine che il male del mondo può provocare. Non so quale sia l'età giusta per un viaggio della memoria in un campo di sterminio, ma ho motivo di credere che non sia a 8 anni.

martedì 24 gennaio 2012

Ci mancava solo lui


Dopo essermi beata e bullata di un bell'atterraggio morbido, oggi, ancorché morbidamente, ricomincio a fare i conti con un pò di piani e di fantasmi. Sperando almeno di riuscire a distinguere i primi dai secondi...
C'è una presenza in particolare che non posso più ignorare e che mi ha sorpreso molto trovarmi intorno: il famigerato, tanto richiesto, fratellino. La cosa che meno pensavo di prendere in considerazione fino a pochi mesi fa e che invece con sbalorditiva ostinazione si è fatto strada fino a me.

lunedì 23 gennaio 2012

Un atterraggio inaspettato

Venerdì ero cordialmente sotto un treno. Semplicemente e spiattellatamente a terra. Condizione non del tutto sconosciuta agli alti e (soprattutto) bassi che mi porto appresso con una certa disinvoltura da quasi tutta la vita.
Devo registrare con grande, immenso, inaspettato piacere però che la caduta è stata molto meno rovinosa del previsto. Marito e O hanno attutito il colpo con un'elasticità di cui nemmeno loro sono consci, restituendomi alla posizione verticale nel giro di un weekend.
Ho lottato, fatto tutto quanto era in mio potere, e ho perso. Ma proprio per questa assolutezza della lotta, per la totale dedizione che le ho dedicato, questa volta non ho niente da rimproverarmi. Traguardo non da poco per la sottoscritta, posso assicurare.
Ne esco pesta ma fortificata, e quel che più conta ne esce inaspettatamente fortificato il mio posto in famiglia. Meditare Why, meditare...!

venerdì 20 gennaio 2012

Di barche, di noci e di piani da rifare

©sinfonina.blogspot.com
E' arrivata: la notizia che aspettavo e non volevo ha preso la forma beffarda di una busta leggera, non della mail che ossessivamente scaricavo sull'iPhone. Il mio piano non ha funzionato e dopo aver speso più di 6 mesi a vogare con determinazione credendo di vedere la meta mi ritrovo tale e quale sulla mia piccola noce in mezzo allo stesso sterminato blu. Di notte, direi anche.

mercoledì 18 gennaio 2012

Non è la mamma in me che urla

Non mi sarebbe dispiaciuto essere in grado di tenere uno di quegli spassosi diari di famiglia come quelle mamme-blogger che seguo puntualmente. Di molte ammiro costanza ed energia, o la delicata elasticità con cui maneggiano il multitask, il sorriso che traspare dai loro post e a volte persino l'autocompiacimento cui indulgono sapendosi fermare prima di rendersi antipatiche.
Forse il trucco sta proprio nel fermarsi, e in serate come questa guardarsi bene dallo scrivere.
Serate in cui l'ombra prende il sopravvento e tutto crea allergia. Per me sono quelle sere in cui finisco con l'urlare, segnale chiaro che la soglia di pazienza è ormai alle spalle e non sono più una brava madre. Capita, non spesso, non abitualmente, ma capita: alzo la voce e imploro il silenzio.

martedì 17 gennaio 2012

La-bella-farmacista

Delle molte voci che abitano il mio abisso, una mi è particolarmente cara. 
Malinconica ma energica, forse piegata dalla vita non ha perso però il suo sguardo penetrante. Labellafarmacista ha lottato con violenza e, compiuti 100 anni, si è spenta con onore, lasciando dietro di sé una scia di ruoli e aspirazioni con cui ora sono io che faccio i conti.
Che fosse bella non c'è dubbio. Di una bellezza prospera e forse un po' sfrontata: poteva permetterselo data la classe. Fotografie scolorite la ritraggono sportiva come un uomo, in un'epoca in cui il ruolo della donna non prevedeva spesso sci ai piedi né troppi libri tra le mani. 

venerdì 13 gennaio 2012

Pompo



Pare sia perfettamente normale, anzi, talmente diffuso che ormai i ricercatori ne hanno già categorizzato i comportamenti, e che circa il 75% di noi ne abbia (avuto, si spera) uno. Ma come da copione: non importa quanto perfettamente in linea sia nello sviluppo del bambino, se fatta da nostro figlio qualsiasi cosa brillerà sempre di luce propria. Ne prendo atto, e senza ritegno estendo il privilegio agli amici immaginari.

giovedì 12 gennaio 2012

Voglia di lottare disperante e contagiosa

Ricevo e archivio questo dolore, con tutta l'ingiustizia che si porta appresso, ma anche e soprattutto con quell'energia che solo una lotta vera e violenta contro il nostro mondo amaro sa portare. Di cui personalmente ho sempre fame.


Ciao a tutti,
qualcuno sa già qualcosa, altri no... partiamo dal
fondo: purtroppo torneremo in Italia prima del previsto e senza
bambini.
La situazione che ci siamo trovati di fronte non era quella
che ci era stata presentata dalle autorità del posto. 
In particolare,
la bambina ha problemi che, nel migliore dei casi, possono vederla data
in adozione da sola a due genitori che si possono dedicare a lei
esclusivamente.

mercoledì 11 gennaio 2012

Adesso vado. Giuro che adesso vado. Non è tardi, e arrivo là in un attimo. E poi insomma, non è che qui a casa io stia combinando granché, diciamocelo. Che qui è un gran perdere tempo.
Urge canalizzare questo tempo, questa attesa. Nonostante le macumbe della suocera non di dolce attesa trattasi, e forse è ancora peggio che almeno ad aspettare nove mesi si sa più o meno dove si va a parare...e cosa, o almeno quale forma di vita, si sta costruendo.
L'attesa di un responso invece ti consuma, di quella decisione altrui da cui dipende su quale lato della vita andrai a cadere, se toccherà pensare a un piano B o concentrarsi finalmente verso una meta definita. E mentre aspetti la produttività scarseggia (anche perchè scarseggiano i compiti da svolgere - o almeno quelli che si può avere voglia di svolgere) e il cervello si accartoccia tra i momenti di ottimismo in cui tutto sembra guidato da un fato buono e quelli in cui solo i capricci di quel fato sembrano reali.
Seduta, aspetto.
Anzi, vado vah, adesso vado per davvero.
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